Compagnia dell'Eclissi
 Compagnia dell'Eclissi

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Il teatro ha un solo mecenate: lo spettatore!

"La governante" di Vitaliano Brancati è tra gli otto spettacoli selezionati per il

4° Festival Nazionale U.I.L.T.

(Unione Italiana Libero Teatro) 

Il festival si svolgerà tra il 29 settembre e il 24 novembre 2018 a Catanzaro

 Lo spettacolo vincitore del 10° Festival Nazionale Teatro XS Città di Salerno 2018 è

Il 10° Festival Nazionale Teatro XS Città di Salerno 2018 si conclude qui.
Complimenti ai premiati e a tutte le Compagnie partecipanti che hanno permesso di rendere unica questa decima edizione del festival.
Un ringraziamento particolare alla Compagnia I Cattivi di Cuore di Imperia che, con grande disponibilità, spirito di sacrificio ed estrema professionalità, hanno consentito la messa in scena, insieme alla Compagnia dell'Eclissi, dello spettacolo "Zone d'ombra" di Stefano Massini.

RASSEGNA STAMPA SERATA FINALE

 

10° Festival Nazionale "Teatro XS"

Città di Salerno 2018

Premi e motivazioni sulla pagina dedicata

http://www.compagniadelleclissi.eu/festival-teatro-xs/

Ancora premi per "L'arte della commedia" della Compagnia dell'Eclissi. Al XXII Festival nazionale teatrale “Teatro in Sala” di Sala Consilina, Marcello Andria conquista il premio per la migliore regia.

Ancora premi per "La governante" 

della Compagnia dell'Eclissi.

Al VI Festival nazionale teatrale

“Il Saltimbanco” di Santeramo in Colle (BA)

 Marianna Esposito è migliore attrice ed Enzo Tota migliore attore.

PREMI

Domenica 25 febbraio, presso la splendida cornice dell'Auditorium "Massimo Troisi" (Teatro del Popolo) di Casalbuono, si è svolta, sotto l'egida del Coordinamento ANNIA e della U.I.L.T. Campania, la serata conclusiva del Festival U.I.L.T. 2018

 

Lo spettacolo "La governante" di Vitaliano Brancati, messo in scena dalla Compagnia dell'Eclissi per la regia di Marcello Andria, accede alla seconda fase del Festival U.I.L.T. 2018 con la seguente motivazione: 

"Rappresentazione convincente, credibile, capace di restituire a pieno la forza impattante e la struggente autenticità del testo portato in scena. Lo spettatore si immedesima nelle tematiche affrontate, condivide l'eterno dilemma tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere; si lascia condurre per mano in un ideale viaggio interiore dove sono sviscerati tormenti ed umane contraddizioni. L'utilizzo di un ricco registro di sfumature psicologiche fa sì che la caratterizzazione dei personaggi sia priva di incertezze o ambiguità. L'interazione tra gli attori è fluida, precisa e mai eccessiva, mentre il dipanarsi attento della trama consente di passare senza contaccolpi dalla iniziale commedia di costume alla tragedia finale" 

Lo spettacolo conquista, anche, il premio del pubblico come migliore spettacolo del festival e i premi individuali attribuiti a Marianna Esposito quale migliore interprete protagonista e Annalaura Mauriello quale migliore interprete non protagonista.

Vi segnaliamo questo bellissimo articolo di presentazione del festival scritto da Marisa Paladino e pubblicato da Oltrecultura: periodico di Informazione, Spettacolo e Cultura

Clicca per leggerlo

Il programma del 10° Festival XS 2018

 

I Cattivi di Cuore di Imperia

 

Il profumo delle rose

di Chiara Giribaldi

regia di Gino Brusco

domenica

4 febbraio 2018

La Corte dei Folli di Fossano (CN)

Tango

di Francesca Zanni

regia di Pinuccio Bellone

domenica

18 febbraio 2018​

 

 

Luca Morelli di Potenza

Bravo pour le clown

 di Luca Morelli 

domenica

25 febbraio 2018

 XS GIOVANI

Teatro Mio di Vico Equense (NA)

Anna Cappelli

di  Annibale Ruccello

regia di Geppi Di Stasio

 domenica

11 marzo 2018

 XS GIOVANI

Teatro Live di Mercato S.S. (SA)

Il tè delle tre

liberamente tratto da "Psyco ladies" di Anna Beltrame

regia di Alessandro Tedesco

domenica

18 marzo 2018

 

Teatroimmagine di Venezia

 

Il barbiere di Siviglia

in guisa dei Commedianti dell'Arte

 regia di Benoit Roland e Roberto Zamengo

 

sabato

24 marzo 2018

 

Ronzinante di Merate (LC)

 

Cyrano de Bergerac...in salsa comica

di Lorenzo Corengia

regia Ronzinante

 

domenica 

8 aprile 2018

Teatro Impiria di Verona

Messaggi d'@more  

di Meneghini e Castelletti

regia di Andrea Castelletti

sabato

14 aprile 2018

 

 

XS GIOVANI

 

Micro Teatro Marique

di Perugia

 

Baci, botte e champagne

da  Anton Cechov

direzione e messa in scena di Claudio Massimo Paternò

 

domenica

 

15 aprile 2018

 domenica

6 maggio 2018

Serata di premiazione con spettacolo a cura della Compagnia dell'Eclissi

PREMIAZIONE

ll pubblico del Teatro Lauro Rossi di Macerata premia "La governante" di Vitaliano Brancati, messo in scena dalla Compagnia dell'Eclissi, per la regia di Marcello Andria, come migliore spettacolo del 49^ Festival Nazionale "MacerataTeatro".
Ad
Annalaura Mauriello viene assegnato il premio come migliore attrice giovane.
È la terza volta, su sei partecipazioni, che il pubblico di Macerata ci onora scegliendo di premiarci. Grazie.

41° Festival "Il piacere dell'onestà" di Luigi Pirandello

42° Festival "Un tram che si chiama Desiderio" di  Tennessee Williams

49° Festival "La governante" di Vitaliano Brancati

PREMI

Pioggia di riconoscimenti, ben otto, per “La governante” della Compagnia dell’Eclissi. Al IX Festival nazionale “Di scena a Fasano” premio del pubblico allo spettacolo, per la regia a Marcello Andria, per la migliore attrice a Marianna Esposito (nel ruolo di Caterina Leher), per il migliore attore a Enzo Tota (nel ruolo di Leopoldo Platania), premio “Valerio Gentile” per la migliore giovane promessa ad Annalaura Mauriello (nel ruolo di Jana). Al I Festival nazionale “Materia di prodigi” di Forlì premio della Giuria dei Giovani allo spettacolo, ad Enzo Tota e ad Annalaura Mauriello, rispettivamente migliore attore e migliore attrice della manifestazione.

 

Le motivazioni del IX Festival nazionale 

“Di scena a Fasano”

Migliore regia Marcello Andria

“Per la coerenza della messinscena, che ha virtuosamente ricostruito gli accenti polemici del testo contro l’ipocrisia dei benpensanti cattolici, il filocomunismo borghese, i principi della Sicilia baronale e contro la censura stessa, tratteggiando con mano sicura il tema della calunnia e dell’omosessualità.”

Migliore attrice protagonista Marianna Esposito

“Per aver dato prova tangibile di una recitazione vibrante che, forte di una costruzione mimica calibrata e di una armonica simmetria tra parole e corpo, è riuscita a restituire gli stati d’animo di una donna sospesa e afflitta nel suo dramma etico”.

Migliore attore protagonista Enzo Tota

Per la pregevole prova attoriale all’altezza di un personaggio complesso e a tutto tondo, con un abito mentale camaleontico, per il quale l’interprete ha fatto egregiamente uso di una varietà di registri recitativi, tale da tradurre visivamente le mutanti dinamiche psicologiche”.

Migliore giovane promessa Analaura Mauriello

“Per aver reso, con misura, credibilità e purezza, le tensioni di un personaggio ‘scomodo’ e di difficile interpretazione.”

 

Le motivazioni del

Festival nazionale "Materia di prodigi" di Forlì Migliore spettacolo per la Giuria dei Giovani 

"Questa Giuria ha individuato tre criteri sui quali basare il proprio giudizio delle opere portate in scena: la drammaturgia e le scelte operate, per la narrazione; qualità della performance degli attori in scena; lo spettacolo nel suo insieme, cioè la gestione degli spazi scenici, delle luci, delle musiche, delle scenografie, ecc. Nello spettacolo "La Governante", sulla drammaturgia: buona la gestione del tempo e il ritmo.
Sull'attorialità: nulla (o poco) da dire sulla qualità del cast artistico. Non si è posto il problema della caratterizzazione dei personaggi, ognuno aveva il suo, e la protagonista l’ha reso molto bene.
Complesso: in generale, molto buono. 
Ottime, in linea generale, la scelta musicale, i costumi e la scenografia"

Migliore attrice Annalaura Mauriello

"Per essere riuscita a far intuire un potenziale di forza teatrale anche all’interno dei confini di un personaggio secondario, lasciando intravedere una capacità di adesione emotiva al ruolo che potrebbe portarla in futuro a complesse e consistenti interpretazioni. Un premio che vuole essere un augurio e un 'in bocca al lupo' per nuove esperienze di teatro."

Migliore attore Enzo Tota

"Per la padronanza con cui tratteggia un personaggio complesso, esibendo una grande disinvoltura nell’attraversare più stati d’animo; un’interpretazione che denota non soltanto una conoscenza chiara delle regole della scena, ma anche la capacità di fare del palco una propria seconda casa."

A giudicare dal numero di laboratori teatrali, ci aspetta un futuro con palcoscenici sempre più pieni e platee sempre più vuote! (e.t.)

 

Con "La governante" la Compagnia dell'Eclissi vince il Premio Teatrale Nazionale "Giovanni Mellano" FOLLE D'ORO IX edizione 2017 di Fossano. Premi anche a Marianna Esposito, migliore attrice protagonista per la giuria dei giovani, ad Enzo Tota, migliore attore sia per la giuria tecnica sia per la giuria dei giovani, ad Annalaura Mauriello, migliore attrice non protagonista per la giuria tecnica. Lo spettacolo si aggiudica anche il riconoscimento della giuria social come migliore rappresentazione e risulta secondo nel gradimento del pubblico.

Al 70° Festival nazionale dei GAD di Pesaro Annalaura Mauriello vince il premio per la migliore attrice giovane per l'interpretazione di Jana in

"La governante" di Vitaliano Brancati, messa in scena dalla Compagnia dell'Eclissi.

Nomination per Enzo Tota nel ruolo di Leopoldo Platania

Ecco come il pubblico del 70^ Festival Nazionale d'Arte Drammatica di Pesaro ha accolto "La governante",

lo spettacolo messo in scena dalla Compagnia dell'Eclissi.

 Il trailer  ( La governante)

Le recensioni (La governante)

"L'ambiguo governo del desiderio in Caterina Leher" 

("La governante" di V. Brancati. Di scena a Salerno)   

Scritto da Francesco Tozza

2 marzo 2017

CLICCA SULLA TESTATA per leggere la recensione

Il dramma di una governante

scritto da Marisa Paladino  (cliccare sul logo per collegarsi)

La Governante” di Vitaliano Brancati in scena al Teatro Genovesi di Salerno con la Compagnia dell’Eclissi

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Le foto di Maurizio Mansi 

Le foto di Giulia Sonetti 

Gli spettacoli

della Compagnia dell'Eclissi

"O di uno o di nessuno"

di Luigi Pirandello

Il trailer

 NOTE DI REGIA

È una sfida tutta maschile quella che ingaggiano Carlino Sanni e Tito Morena, amici per la pelle che, dopo aver condiviso, a lungo e in perfetto accordo, l’amore della giovane Melina, si trovano di fronte all’impossibilità di stabilire chi l’abbia messa incinta. Si incrina il ferreo sodalizio dei due, che, incuranti dei sentimenti e delle materiali esigenze della donna, sulla soglia della incerta e disputata paternità denunciano tutta l’immaturità e la fragilità emotiva dettata dal loro egoismo virile. Alla gretta inquietudine dei due amici-rivali si contrappone la nobile dignità di Melina – icona della maternità perenne – che nella completa e disinteressata assunzione di responsabilità, si dimostra capace di sacrificare se stessa per il figlio dato alla luce, riscattando in limine un passato non proprio limpido.

Da questa inusuale invenzione si dipana un apologo sulla prevaricazione dell’uomo sulla donna, sulla supremazia del ruolo materno su quello paterno, che, al netto delle profonde trasformazioni dell’assetto sociale, evidenzia ancora un profilo di attualità; sembra, anzi, affiorare con rafforzata evidenza dalla datata pagina pirandelliana. È l’ennesimo, insolito caso prodotto dall’imprevedibilità della natura umana – contraddittoria e senza un ordine apparente – che il drammaturgo siciliano indaga sotto la lente impietosa della sua acuta dialettica, mettendo a nudo il fondo oscuro e misero dell’esistenza.

Riportando all’attenzione un altro testo minore del Novecento, la Compagnia dell’Eclissi ne propone una messinscena drasticamente essenzializzata e adattata nei dialoghi, che nella conduzione tende a scandire il ritmo ansioso e concitato di un mélo giovanile. Il fuoco è così puntato sulle dinamiche innescate dai tre protagonisti, isolati nella cornice di un buonsenso adulto che consiglia, commenta, disapprova, partecipa, infine protesta per il destino della sfortunata Melina. Risolte salomonicamente le sorti del piccolo sopravvissuto alla madre, svanito il controcanto di amara indignazione, i due antagonisti, dopo un’ultima esternazione di aggressività, ricompongono il loro contrasto e, nell’interpretazione della regia, tornano alle antiche consuetudini, cinicamente derubricando la contesa per il predominio in una partita a dama lasciata in sospeso.

 

Traducendo per la scena l’omonima novella, pubblicata in versione integrale nel 1925, Pirandello scrisse O di uno o di nessuno nella primavera del 1929. Nel novembre dello stesso anno l’opera fu accolta da notevole favore di pubblico al debutto torinese, con Luigi Almirante e Sergio Tofano nei ruoli di Carlino e Tito, Giuditta Rissone in quello di Melina, il giovane Vittorio De Sica in quello di Merletti. Rare le riprese successive di qualche rilievo, fra le quali si segnala un allestimento diretto da Lamberto Puggelli del 1987. (M. A.)

Le recensioni

Le recensioni

 “Delitto all’isola delle Capre” – la Compagnia dell’Eclissi emoziona al Teatro Genovesi

La Compagnia dell’Eclissi di Salerno ha presentato, al Teatro Genovesi, il suo ultimo lavoro, “Delitto all’isola delle Capre”, di Ugo Betti, figura importante della cultura e del Teatro italiano, poeta, drammaturgo e giudice.

Uno spettacolo che emoziona, che fa vibrare corde profonde e sottili e un testo bellissimo, quello di Betti, complesso e forte, che mette in scena “il femminile” ─ tre figure di donna ─ attraverso dialoghi intensi e serrati. Avvertiamo l’eco della tragedia classica, l’ombra di Amleto (un Amleto al femminile, però, interpretato dalla brava e convincente Marika Mancini) e un senso ruvido del lavoro sull’archetipo, grazie anche ad una regia senza fronzoli (Uto Zhali, sempre bravo anche per la scelta delle luci e per gli equilibri della scena e dei movimenti), secca ed asciuttissima. La madre, Agata, il centro di questo mondo femminile che sconvolge i suoi equilibri sottili nell’incontro con Angelo (Roberto Lombardi, che incarna la figura predatoria maschile), nell’interpretazione di Marianna Esposito, matura e centrata, è una regina in rovina, una Penelope stanca che disfa la sua tela per sempre. Per un Ulisse assente. Bravissimi. E complimenti a questo Teatro che si muove nascosto e silenzioso fra di noi. Lo spettacolo è pronto per uscire, ora.

(Beatrice Salvatore)

La Compagnia dell’Eclissi al Teatro Genovesi con Il delitto all’isola delle capre di Ugo Betti

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Il trailer

Scritto da Maria Serritiello

O di uno o di nessuno - la recensione di[...]
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"O di uno o di nessuno" di Luigi Pirandello

(Teatro Genovesi 26 dicembre 2015 - debutto)

Le foto sono di Maurizio Mansi

"O di uno o di nessuno" di Luigi Pirandello

(Teatro Genovesi 26 dicembre 2015 - debutto)

Gli scatti sono di Giulia Sonetti e

Giuseppe Mariconda

Promo

LE RECENSIONI

 

 
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Scénario
Mercoledì 09 Novembre 2016 11:27


Il mestiere del critico
EDUARDO, FRA SCARPETTA E PIRANDELL
O

di FRANCESCO TOZZA

 
22 e 23 ottobre 2016Teatro M
 



"L’arte della commedia"  di Eduardo De Filippo
riduzione e adattamento di Felice Avella  regia di Marcello Andria  con Felice Avella, Ernesto Fava, Geppino Gentile,
Anna Maria Fusco Girard, Enzo Tota   -Compagnia dell’Eclissi, Salerno

****


Siamo tornati volentieri nel piccolo spazio accanto al Genovesi, qui a Salerno, dove “quelli dell’Eclissi” (così ci piace, affettuosamente, additarli) continuano – ormai da anni – a rivisitare forse dimenticate, ma indimenticabili, drammaturgie, praticando coraggiosamente (peraltro con decoro ed estrema dignità) quel teatro all’antica italiana (per usare la bella espressione del grande Sergio Tofano) che, per chi si ostina – noi fra quelli – a declinare la parola teatro al plurale (nel senso della molteplicità delle forme e delle pratiche teatrali), è bene continui a vivere, anche a beneficio delle nuove generazioni, troppo spesso costrette ad adorare un presente che comunque perde consistenza, se privato della memoria storica.

Certe distinzioni, del resto, non avevano senso già per le generazioni passate (almeno per i suoi più illuminati esponenti): basterà qui ricordare che attori fra loro diversi, ma di sicuro spessore, come Paolo Poli e (udite, udite!) Carmelo Bene, non disdegnavano affatto la frequentazione delle recite della D’Origlia-Palmi, fin quando la celebre piccola compagnia rimase sulla breccia nel modesto teatrino di Borgo Santo Spirito a Roma, ancora negli anni ’70 (sembra addirittura che il grande Carmelo ingaggiasse poi alcuni di quegli attori nelle sue formazioni); per non dire di un celebre polemista come il sempreverde Alberto Arbasino che, fra una prima alla Scala, qualche sortita al Berliner Ensemble e le diverse peregrinazioni per teatri di tradizione e sperimentali, trovava sempre il tempo (e forse ancora lo rimpiange!) per ritornare nel teatrino romano a riapplaudire attori che nel loro genere trovava perfetti. Ma sull’argomento ci siamo già in altre occasioni sufficientemente soffermati: fra gli opposti fondamentalismi, ormai diffusi anche in ambito extrareligioso, è difficile un dialogo.

Tornando a “quelli dell’Eclissi”, dopo un intrigante Pirandello (O di uno o di nessuno) visto mesi fa, abbiamo assistito di recente all’Eduardo, assai poco gettonato in verità, ma sempre attuale, de L’arte della commedia: una delle ultime repliche dello spettacolo, offerto dalla Compagnia ad happy few, purtroppo ormai disertato da un pubblico che evidentemente alle luci della ribalta preferisce tutt’altre luci! E’ subito da sottolineare che gli attori – nonostante i vuoti in sala – hanno recitato ugualmente con caldo entusiasmo, evidente convinzione, soprattutto con immutata perizia, come si conviene – è il caso di dire – a veri professionisti; indirettamente hanno fatta loro l’orgogliosa dichiarazione di Campese (il capocomico, protagonista della pièce): “non siamo più gli istrioni di un tempo, che improvvisavano la commedia dell’arte; abbiamo imparato ormai a recitare con arte la commedia”.

E le coincidenze fra alcuni punti, nella tessitura del testo eduardiano, con la componente esistenziale dei nostri attori, forse non si fermano qui. Il dialogo aspro e intenso fra Campese e il prefetto di un qualunque capoluogo di provincia; la rivendicazione del teatro quale funzione primaria della vita sociale e il rifiuto di una subalternità al potere politico, troppo spesso mantenuta e comunque condizionante la gente di teatro; la capacità, orgogliosamente ostentata, di rappresentare “duemila anni di teatro su pochi metri quadrati di tavole” (ed è davvero così, anche nel loro caso!): sono – tutti questi, e altri ancora – motivi di un’analogia situazionale che caratterizza ormai, anche se a livelli diversi, i nuovi attori, anche loro “in cerca di autorità” (per dirla con Campese), cioè in cerca di un diverso, più maturo incontro/confronto con le istituzioni, per convincere loro, e la società civile che rappresentano, dell’utilità del teatro.

Che non è “la solita zuppa” (come dichiara l’arrogante alterigia del prefetto De Caro) o la semplice occasione per troppo facili amarcord (i giovanili trascorsi dello stesso De Caro), ma lo strumento ancor oggi necessario per conoscere paradossalmente, attraverso la finzione del palcoscenico, la verità della vita (o almeno per rifletterci su). A questo punto dovrebbe interessare poco o niente se i casi della vita che si squadernano nell’ufficio del prefetto (nel secondo tempo della pièce) siano davvero l’espressione di una dolorosa antropologia del territorio o l’abile recita dei comici di Campese; il quale, di fronte al più eclatante di quei fatti, la morte (vera o presunta?) del farmacista, dichiara: “Quando in un dramma teatrale c’è uno che muore per finzione scenica, significa che un morto vero in qualche parte del mondo o c’è stato o ci sarà”.

Ma Campese, e con lui Eduardo, mente, sapendo di mentire: il valore di denuncia di un testo teatrale non si identifica con il gioco scenico, tanto meno lo esaurisce, anzi è ad esso subordinato: lasciare nel dubbio il prefetto (e con lui gli spettatori stessi) che la morte del farmacista sia vera o finta e che i lacerti di vita vissuta, snodatisi nell’ufficio del prefetto, siano tali, o non lo siano per davvero, è parte essenziale di quel gioco; per cui propendere esplicitamente per una delle due ipotesi diventa teatralmente assai poco efficace, traducendosi anzi in un errore di prospettiva drammaturgica.

Eduardo lo sapeva bene e per questo, da abile uomo di teatro più che da accorto polemista, corregge la sua precedente dichiarazione e conclude il lavoro con la celebre uscita che mina l’efficacia dell’apparentemente risolutivo evento finale (l’arrivo del maresciallo per smascherare l’ambiguità di Campese, conoscendo bene – lui e le forze dell’ordine – i cittadini venuti dal prefetto a confidare i loro casi): “tra il vestiario di una compagnia teatrale non è difficile trovare la divisa di un Maresciallo dei carabinieri”.

Uomini o comici? Realtà o finzione? Davvero “Pirandello non c’entra per niente”, come vorrebbe Campese? Pirandello, invece, c’entra, e come! Senza il beneficio del dubbio, lo snodarsi di quei casi della vita davanti al sempre più inquieto prefetto De Caro sarebbe una più o meno brillante prova d’attori, magari di guitti dai toni e con i gesti sapientemente farseschi (addirittura volutamente esibiti per convincere De Caro a venire a teatro!); improbabili – però – in una drammaturgia che torna a far perno sul problema dell’essere e del parere, per non ridursi ad una sia pur circostanziata e necessaria denuncia, se mai rafforzandola, scoprendo al solito i risvolti problematici e universali della finzione.

Marcello Andria, regista attento e scrupoloso dello spettacolo, ha fatto evidentemente le sue scelte; ha innanzi tutto snellito il testo (assieme a Felice Avella, peraltro misurato ed efficace interprete di Campese), eliminando il prologo, come del resto aveva già fatto l’Autore nel lontano 1965, al debutto napoletano del lavoro, ingiustamente temendo di aver creato “una noiosa conferenza sul teatro” (fortunatamente più tardi, per l’edizione televisiva del ’76, ricredendosi).

Ma soprattutto, per una volta più eduardiano di Eduardo (la cui falsa coscienza lo ha portato troppo spesso – comprensibilmente del resto – a negare, magari solo ridimensionandolo, l’indubbio debito contratto con il teatro pirandelliano), il regista  ha impresso alla recitazione degli attori (nel complesso ragguardevole) toni e gesti – almeno nel fatidico ed emblematico secondo tempo – piuttosto farseschi, al massimo tendenti al grottesco, mai minimamente drammatici (se si eccettuano le battute della compunta maestrina, la sempre misurata Anna Fusco Girard), sposando quindi la tesi che i lacerti di vita esposti nello studio del De Caro non sono l’esposizione sofferta di una tranche de vie ma la raffazzonata recita dei comici di Campese. Insomma il regista ha scelto Scarpetta, non Pirandello: nel segno di una tentazione fortunatamente non proprio frequente, anche se comprensibile, nel figlio – per più versi fortunatamente illegittimo – del creatore di Felice Sciosciammocca; comunque non proprio coerente, per quanto appena detto, con l’impronta complessiva di questa “commedia strana, formalmente e sostanzialmente diversa dalle altre” (a detta del suo stesso Autore).

Ma qui entrano in campo gusti personali, scelte di regia che non saranno certo contestate da chi ha sempre sostenuto la libertà della scrittura scenica, anche in relazione alle più imperative scritture drammaturgiche. Nella direzione voluta dal regista (ma non solo in quella, come spesso capita negli ensembles che si definiscono amatoriali, a loro modo e per intuibili ragioni artisticamente più anarchici) si sono mossi gli attori, oltre quelli già citati:  se Enzo Tota ha dato del suo personaggio (il medico condotto) una versione ultrafarsesca, brillantemente ampliando toni, gesti, tic attoriali propri alla nomenclatura guittesca, non certo alla professione che sembrerebbe dover esercitare (nel suo caso il dubbio pirandelliano non ha ragion d’essere!), Geppino Gentile ha dato di Padre Salvati un’interpretazione più ambigua, inducendo il sospetto che nella retorica del gesto potesse esserci la cialtroneria del guitto ma anche la sottile ipocrisia del vero uomo di chiesa.

A sua volta Ernesto Fava, che non rientrava nel novero dei comici sospetti, essendo nei panni del prefetto, ha offerto del suo ruolo il caratteristico aplomb, sufficientemente paternalista negli inevitabili amarcord (tutti gli uomini di potere amano rinvangare loro pretesi trascorsi attoriali!), emblematicamente arrogante appena rischia di essere messa in forse la propria autorità. Bene gli altri nelle parti di contorno.   
Gli spettatori si sono divertiti, applaudendo calorosamente gli interpreti; certo per nulla preoccupati dallo scioglimento di un enigma che non c’era stato.

 Attilio Mancino presenta

Vincendo il XXV FESTIVAL INTERNAZIONALE "CASTELLO DI GORIZIA" con lo spettacolo "L'arte della commedia" di Eduardo De Filippo, la Compagnia dell'Eclissi conquista, in nove anni di attività, il suo 100° premio. 

| Compagnia dell'Eclissi | via G. De Caro, 47 - 84126 Salerno | tel. 3476178242 - 3382041379 

Teatro Genovesi

Salerno

fondata il 3 novembre 2006

registrata il 7 novembre 2006

via Giuseppe De Caro, 47
84126 Salerno

C.F. 95105290654

P.I. 04457680652

CONTATTI TELEFONICI

347 6178242

338 2041379

089 254524

 

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Responsabile

Enzo Tota

totaenzo@libero.it

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Terzo evento collaterale

10° Festival di Teatro XS 2018

TEATRO GENOVESI

Sabato 17 marzo

ore 21.15

Info 338 2041379

Secondo evento collaterale

10° Festival di Teatro XS 2018

 Primo evento collaterale

10° Festival di Teatro XS 2018

 

TEATRO GENOVESI

10° Festival Nazionale "Teatro XS"

Città di Salerno 2018

SERATA FINALE

Domenica

6 maggio 2018

 

Ore 19.00

 

I Cattivi di Cuore e la Compagnia dell'Eclissi

presentano 

"Zone d'ombra"

 di Stefano Massini

 

Ore 20.00

PREMIAZIONI

 

Ore 20.45

 BUFFET

 

 LEZIONE MAGISTRALE

Parole e musica, tradizioni e generi, timbri e registri diversi si rincorrono, si sovrappongono, infine si fondono nell’arte raffinata di Peppe Barra in una sintesi di rara incisività. Saldamente ancorato alle radici della memoria e al tempo stesso proiettato nei territori sfuggenti della modernità, l’interprete di una Napoli metatemporale dipana un lungo filo che dalla favola barocca di Gian Battista Basile e dalle filastrocche mnemoniche arriva fino ai suoni e agli umori del contemporaneo; gioca con perizia consumata, mai artificiosa, sul crinale sottile che divide il dramma dall’ironia, lo strazio dallo sberleffo grasso e trasgressivo, facendo leva sulle sue intatte qualità vocali, sulla sua accattivante e originale vis istrionica, con un gusto e una tecnica che di anno in anno si fanno più sofisticati e intriganti. 
Domenica scorsa Peppe Barra ha incantato i presenti con una deliziosa lezione in musica, non dissimile da quelle che impartisce agli studenti universitari da quando la “Federico II” gli ha conferito la laurea honoris causa in letteratura, scrittura e critica teatrale. Lo ha fatto con il consueto slancio, accompagnato da due musicisti di grande talento – Paolo Del Vecchio al mandolino e Luca Urciuoli al piano – per festeggiare Enzo Tota, che per il suo settantesimo compleanno ha voluto riunire gli amici al Teatro Genovesi, nello spazio in cui da oltre un decennio la Compagnia dell’Eclissi, da lui fondata, opera con impegno e passione. Tutti in piedi, dopo un’ora e venti di autentico godimento, ad applaudire il Maestro, poi a brindare. Una serata memorabile, che ha saputo emozionare e divertire nel segno di un artista intramontabile. 

(Marcello Andria)

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Chi desidera sostenere il Festival XS

può farlo  versando un contributo, anche minimo,

sul c.c. della Compagnia dell'Eclissi

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GRAZIE

Stagione Teatrale

2017/2018

APPUNTAMENTI

Teatro Genovesi  Salerno

24 settembre 2017

"La governante"

di Vitaliano Brancati

Teatro Rossini Pesaro

"70° Festival Nazionale d'Arte Drammatica" 

30 Settembre 2017

"La governante"

di Vitaliano Brancati

Teatro Tognazzi  Velletri (Roma)

Trittico Pirandelliano

1 ottobre 2017

"O di uno o di nessuno"

di Luigi Pirandello

Teatro Vida -  Gravina in Puglia (BA)

"AmatTori insieme"

14 e 15 ottobre 2017

"La governante"

di Vitaliano Brancati

Teatro Testori - Forlì

"Materia di Prodigi"

22 ottobre 2017

"La governante"

di Vitaliano Brancati

Teatro Genovesi Salerno

28 e 29 ottobre  2017

"Blue Champagne" in

QUANDO NEL MIO JUKE-BOX

Teatro Sociale- Fasano (BR)

"Di Scena a Fasano"

5 novembre 2017

"La governante"

di Vitaliano Brancati

Teatro  I PORTICI

Sala "Aldo Nicolaj"

Fossano (CN)

"FOLLE d'ORO" 

IX Edizione 2017

7 novembre 2017

"La governante"

di Vitaliano Brancati

Teatro  Lauro Rossi MACERATATEATRO

49° festival nazionale premio Angelo Perugini 

22 novembre 2017

"La governante"

di Vitaliano Brancati

Teatro Genovesi Salerno

2 e 3 dicembre 2017

"Music Hall"

 di Jean-Luc Lagarce

Teatro Arbostella  Salerno

2,3,9,10.16,17 dicembre 2017 

"L' arte della commedia"

di Eduardo De Filippo

Teatro Il Saltimbanco

Santeramo in colle (BA) 

14 gennaio 2018

"La governante"

di Vitaliano Brancati

Teatro  ITALIA

Eboli (SA)

30 gennaio 2018

"L'arte della commedia"

di Eduardo De Filippo 

Auditorium "Massimo Troisi" 

Casalbuono  (SA)

Festival UILT

11 febbraio 2018

"La governante"

di Vitaliano Brancati

Teatro d'Europa  

Cesinali (AV)

Stagione teatrale 2017/2018

3 e 4 marzo  

"La governante"

di Vitaliano Brancati

 

 

Teatro Scarpetta  Sala Consilina  (SA)

23 febbraio 2018 

"L' arte della commedia"

di Eduardo De Filippo

 

Teatro Il Piccolo - Jesi

7 aprile 2018

"O di uno o di nessuno"

di Luigi Pirandello