Compagnia dell'Eclissi
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| Compagnia dell'Eclissi | via G. De Caro, 47 - 84126 Salerno | tel 3476178242 - 3382041379

Il teatro dona una vita, non una carriera!

NUMERO DI REPLICHE 5

Felice Sciosciammocca antimaschera borghese
"’O miedeco d’ ’e pazze" è il titolo più significativo dell’ultima fase della sterminata produzione teatrale di Eduardo Scarpetta: oltre centoquaranta commedie, secondo fonti accreditate, ma gli inediti potrebbero incrementare il numero. Debuttò con grande successo di pubblico al Sannazaro nel 1908 e, due anni dopo, segnò anche l’anticipato addio alle scene del suo autore, il cui prestigio era uscito pesantemente appannato dalla ben nota controversia legale intentata contro la sua parodia della dannunziana "Figlia di Iorio".
La commedia, in tre atti, fu senza dubbio punto d’arrivo della lunga e acclamata carriera di Scarpetta. Si trattò ancora una volta della riduzione – ma sarebbe meglio parlare di reinvenzione – di una pochade francese, "Pension Chottle" di Carl Laufs e Wilhelm Jacoby, in una declinazione del tutto autonoma dell’originale, che attesta la piena maturità autoriale nella solida architettura drammaturgica, nella tecnica collaudata, nella precisione millimetrica e nei tempi serrati del meccanismo scenico.
La bizzarra sequenza di equivoci ruota intorno a don Felice Sciosciammocca, la maschera che Scarpetta aveva lanciato negli anni Settanta del secolo precedente, militando, giovanissimo, sul palcoscenico del Sancarlino al fianco di Antonio Petito; maschera che attraverso infiniti passaggi, aveva liberato dalla fissità buffonesca, trasformandola man mano in un individuo psicologicamente definito. Il contesto è quello di un teatro borghese, in cui vicende e creature ordinarie del ceto medio sono colte in atteggiamenti ossessivi ai limiti dell’assurdo e delineate con moduli espressivi deformati e quasi astratti. A quegli intrecci palesemente inverosimili vissuti da personaggi quotidiani – e, in fondo, indifesi – l’autore guarda dall’alto con sorriso bonario e, insieme, spietato: sembra volerne smascherare le allucinate, meschine ambizioni, li scompiglia con fantasia sfrenata per poi, giunto alle estreme conseguenze, districare repentinamente la matassa. Operazione di ‘riforma’ assai meno banale di quanto possa apparire in superficie, che, del resto, inciderà in misura determinante sugli sviluppi successivi della scena napoletana, proseguita nel segno della dinastia teatrale che da Scarpetta ha origine, nella linea di discendenza legittima e, soprattutto, della illegittima.
Nel quadro delle celebrazioni del centenario, che tuttora fervono di iniziative, la Compagnia dell’Eclissi rende un 'suo' omaggio al genio napoletano, senza cedere alla tentazione di improbabili ricostruzioni filologiche o di facili derive oleografiche; provando piuttosto a seguire la traccia della memorabile edizione eduardiana del 1959 ripresa dalla Rai. Così come il grande figlio di Scarpetta ritenne giusto attualizzare il contesto e gli stilemi della rappresentazione, riportandoli ad epoca contemporanea – consapevole che l’infallibile macchina comica è pienamente funzionante a prescindere dai fondali dipinti e dai trucchi marcati e, proprio per questo, sempre straordinariamente incisiva – si sono calate l’ambientazione e la caratterizzazione in un contesto più sintetico e poco o nulla naturalistico, mettendo a nudo la macchina scenica e dipanando l’azione su ritmi incalzanti. Un ruolo importante gioca la colonna sonora, che risolve i virtuali finali d’atto e accompagna le transizioni, affidando il commento alle voci dei personaggi e, talvolta, anche degli stessi interpreti moderni, che con rispetto, considerazione e una punta di benevola ironia si avvicinano al teatro ’e n’epoca luntana. (M. A.)

NUMERO DI REPLICHE 6

LA REGOLA DEI TERZI (Breve sinossi)

Dare occhi e voce alla Storia.

La notte del 9 luglio 1943, che immediatamente precedette lo sbarco degli angloamericani nella Sicilia orientale, Robert Capa si lanciò con il paracadute da un aereo partito da Tunisi. Il più noto tra i fotoreporter di guerra del secolo breve si prefiggeva di documentare gli scontri tra gli Alleati e le truppe nazifasciste, che nella battaglia di Troina furono tra i più cruenti registrati sul suolo italiano durante il conflitto. Atterrò su un albero, sul quale rimase per molte ore, ferito, prima che alcuni compagni lo liberassero; fu accolto e soccorso da un contadino dell’entroterra, che gli prestò le prime cure.

Fin qui la cronaca di un episodio storicamente attestato.

Da un lato è l’interprete di un ruolo primario, se non proprio un protagonista, che attraversa la storia del proprio tempo testimoniando la linea del fronte, rischiando a testa alta non solo l’incolumità fisica, ma anche, sotto l’impatto emotivo di una guerra spietata e senza esclusione di colpi, quella morale e psichica. Dall’altra un uomo ordinario, uno tra i tanti che campano e muoiono senza eroismi, un terzo, che, pur non avendo un ruolo attivo, è oppresso e travolto dagli eventi. Entrambi pagano di persona. Sono accomunati dalla sofferenza, dall’amore per la libertà, dalla dignità soprattutto.

NUMERO DI REPLICHE 20

NUMERO DI REPLICHE 7

NUMERO DI REPLICHE 29

Al centro della scena – il claustrofobico studio di uno scrittore, ingombro di libri che precludono il contatto con la realtà circostante – campeggia un acquario, i cui abitanti, come in un meccanismo di scatole cinesi, simbolicamente riproducono le dinamiche psicologiche ed emotive dei tre protagonisti: ignari della loro sostanziale condizione di cattività, pesci esotici dalla variopinta livrea si rincorrono, si azzuffano, si contendono accanitamente l’esiguo spazio vitale, per poi ritornare, sconfitti e malconci, alla convivenza forzata.
Valicata da tempo la soglia che separa l’età dei progetti dall’età dei bilanci, anche i tre vecchi amici che animano la vicenda – Elio, Donato e Sandro – si cimentano in un insidioso gioco al massacro, che mette a nudo insicurezze, paure, debolezze, fallimenti. Il loro rapporto, logorato dagli anni e dalla consuetudine, ha accumulato un fondo di reciproca insofferenza, di dubbi e rancori, di doppiezza e risentimento: una miscela corrosiva che d’un tratto deflagra in un dialogo serrato, dai toni ora aggressivi e beffardi, ora lievi e nostalgici. Elementari strategie di difesa inducono di continuo i tre uomini a mutare alleanze, rovesciando il tavolo appena se ne presenta l’opportunità pur di distogliere l’attenzione da sé, pur di salvare almeno un brandello di personale dignità. L’ironia degenera più volte nello scherno, l’insinuazione in affronto, la commiserazione in disprezzo. Le parole graffiano, feriscono, lasciano cicatrici che non si rimargineranno mai del tutto; eppure producono un effetto catartico, liberano l’emotività, aprono imprevisti squarci di quella comunicazione autentica che negli anni era venuta meno. Tre solitudini, in fondo, che alla fine si abbarbicano l’una all’altra e, dopo essersi dilaniate senza esclusione di colpi, proprio come i pesci dell’acquario, ritornano al punto di partenza del loro insensato e tragicomico percorso.
Assecondando le inflessioni agrodolci e il frizzante ritmo della scrittura, sottolineati anche dal commento musicale, l’allestimento punta senza mezzi termini a coinvolgere e a divertire, mettendo in scena una girandola di caratteri, umori, situazioni. M. A.

NUMERO DI REPLICHE 18

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NUMERO DI REPLICHE 16

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NUMERO DI REPLICHE 9

| Compagnia dell'Eclissi | via G. De Caro, 47 - 84126 Salerno |tel 3476178242 - 3382041379

"Riprendere per riprendersi" (E.T.)

Fondata il 3 novembre 2006

Registrata il

7 novembre 2006

Sede sociale

via Giuseppe De Caro, 47
84126 Salerno

C.F. 95105290654

P.I. 04457680652

 

Responsabile

Vincenzo (Enzo) Tota

totaenzo@libero.it

IBAN Compagnia IT50M0837815201000000409084

194 tra premi e riconoscimenti

77 nomination

99 partecipazioni

a festival nazionali 

 

PAGANI TEATRO FESTIVAL

EDIZIONE 2025/2026
"STATO CONTRO NOLAN"
di Stefano Massini, della Compagnia dell'Eclissi di Salerno, ottiene i seguenti riconoscimenti:
Migliore spettacolo
Migliore regia (Marcello Andria)
Migliore attrice protagonista (Marika De Vita )
Menzione speciale per Lea Di Napoli (attrice non protagonista)
Menzione speciale per Alfredo Marino (attore non protagonista)
Nomination per l'attore protagonista (Enzo Tota) e per il gradimento del pubblico.

 

 TEATRO ESAURITO

CONTATTI

REPLICA N. 20

XVII Festival Nazionale Teatro XS Città di Salerno 2026

PENULTIMA PRODUZIONE DELLA COMPAGNIA DELL'ECLISSI

 

 REPLICA N. 6

XVII FESTIVAL NAZIONALE TEATRO XS CITTÀ DI SALERNO 2026

 

Il C.S. del XVII Festival Nazionale Teatro XS Città di Salerno 2026 ha individuato gli spettacoli finalisti e il responsabile del C.O. del festival, Enzo Tota, ha provveduto ad inviare ai rappresentanti delle Compagnie la mail di avvenuta selezione.
Alle Compagnie, i cui spettacoli non rientrano tra i finalisti, va il più sentito ringraziamento per aver iscritto un loro spettacolo al Festival Teatro XS.
 
BANDO-Regolamento XVII Festival Nazional[...]
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 EDIZIONE 2026

Teatro Genovesi

Salerno

Chi è interessato ad organizzare una replica gratuita dello spettacolo può contattare Angela al  

Informazioni e prenotazioni al

Con “Stato contro Nolan” di Stefano Massini la Compagnia dell’Eclissi vince  la XIV edizione del Festival FOLLE D'ORO - Premio Teatrale Nazionale "Giovanni Mellano" 2024, organizzato da La Corte Dei Folli di Fossano.

Lo spettacolo vince anche il premio come migliore spettacolo attribuito dalla Giuria dei Giovani.
Premi individuali   assegnati a Marika De Vita (migliore attrice protagonista), Alfredo Marino ed Ernesto Fava (migliori attori non protagonisti).
Lo spettacolo si è classificato terzo nel gradimento del pubblico con il punteggio di 9,10.

Gran bella soddisfazione! Un’iniezione di fiducia e ottimismo.

Con “L’acquario” di Claudio Grattacaso la Compagnia dell’Eclissi vince il XLI Festival nazionale “Sipario d’oro” 2022 di Rovereto. Gran bella soddisfazione! Un’iniezione di fiducia e ottimismo dopo due anni di attività ridotta e condizionata.

25 marzo 2022

 UNA PRODUZIONE

DELLA COMPAGNIA DELL'ECLISSI

Il 7 novembre 2019, il sito ha raggiunto le 100.000 visualizzazioni

Il 31 dicembre 2023 il sito ha raggiunto le 200.000 visualizzazioni

 LEZIONE MAGISTRALE

Parole e musica, tradizioni e generi, timbri e registri diversi si rincorrono, si sovrappongono, infine si fondono nell’arte raffinata di Peppe Barra in una sintesi di rara incisività. Saldamente ancorato alle radici della memoria e al tempo stesso proiettato nei territori sfuggenti della modernità, l’interprete di una Napoli metatemporale dipana un lungo filo che dalla favola barocca di Gian Battista Basile e dalle filastrocche mnemoniche arriva fino ai suoni e agli umori del contemporaneo; gioca con perizia consumata, mai artificiosa, sul crinale sottile che divide il dramma dall’ironia, lo strazio dallo sberleffo grasso e trasgressivo, facendo leva sulle sue intatte qualità vocali, sulla sua accattivante e originale vis istrionica, con un gusto e una tecnica che di anno in anno si fanno più sofisticati e intriganti. 
Domenica scorsa Peppe Barra ha incantato i presenti con una deliziosa lezione in musica, non dissimile da quelle che impartisce agli studenti universitari da quando la “Federico II” gli ha conferito la laurea honoris causa in letteratura, scrittura e critica teatrale. Lo ha fatto con il consueto slancio, accompagnato da due musicisti di grande talento – Paolo Del Vecchio al mandolino e Luca Urciuoli al piano – per festeggiare Enzo Tota, che per il suo settantesimo compleanno ha voluto riunire gli amici al Teatro Genovesi, nello spazio in cui da oltre un decennio la Compagnia dell’Eclissi, da lui fondata, opera con impegno e passione. Tutti in piedi, dopo un’ora e venti di autentico godimento, ad applaudire il Maestro, poi a brindare. Una serata memorabile, che ha saputo emozionare e divertire nel segno di un artista intramontabile. 

(Marcello Andria)